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Giardini a 10 minuti, una proposta a partire da un punto del programma del sindaco

16 giugno 2011

Nelle nostre cittá ricche di ogni bene, qualcosa di prezioso comincia a scarseggiare, qualcosa che ha a che fare con la qualità della vita e non sollecita interessi economici, qualcosa che riguarda soggetti deboli e sfugge all’attenzione di chi ci governa. alcuni di questi beni rari sono lo spazio e il tempo per il gioco. relegati in aree residuali, avanzi della collocazione delle funzioni più pregiate al servizio del lavoro e della produttività. qui, in recinti segregati, funzionali all’intrattenimento, i bambini controllati dall’occhio degli adulti, si ritrovano coinvolti in attività ripetitive su attrezzature standardizzate. le aree dei bambini-criceto trasportati dalle mamme-taxi si contrappongono ad un’idea di città come un territorio da esplorare a disposizione dei bambini, dove il gioco non viene confinato in spazi e tempi predefiniti ma si svolge spontaneamente in strade e piazze, aree verdi selvatiche o coltivate, spazi abbandonati e misteriosi, cortili e marciapiedi… La proposta dell’associazione La città bambina è di provare a restituire al gioco dei bambini la sua funzione fondamentale di strumento di costruzione della relazione col mondo, di conoscenza e apprendimento spontaneo. A partire da un’importante punto del programma del sindaco che propone di garantire in ogni quartiere “Giardini a 10 minuti da casa” vogliamo avviare una mappatura “qualitativa” degli spazi verdi (strutturati e non) di Firenze per valutare il loro potenziale di gioco. l’obiettivo, con il coinvolgimento di bambini, scuole, associazioni, famiglie, abitanti, è di attivare processi di trasformazione condivisa dei giardini, in modo da:

– aumentare il loro grado di “giocabilità” per i bambini secondo criteri innovativi che recuperino il senso e la possibilità dell’avventura, del gioco attivo e trasformativo, del rapporto con gli elementi naturali;

– aumentare il grado di biodiversità e le potenzialità educative di spazi quali i cortili scolastici in modo da trasformarli in aule didattiche all’aperto;

– creare nuove possibilità di appropriazione di questi luoghi da parte dei cittadini/utenti attraverso iniziative di autoprogettazione, autogestione e auto-costruzione assistita cogliendo queste trasformazioni come occasioni di inclusione sociale attraverso il coinvolgimento di soggetti svantaggiati.

Il giardino dietro la scuola Don Minzoni su via Locchi è il primo dei “Giardini a 10 minuti” che vogliamo trasformare con gli abitanti.

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